Scoperto il “sesto senso nascosto” che regola il corpo umano

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Come fa il cervello a sapere quando il cuore accelera, lo stomaco brontola o i polmoni hanno bisogno di più ossigeno? La risposta risiede in un meccanismo affascinante e ancora poco conosciuto: l’interocezione, definita anche come il “sesto senso nascosto” del corpo umano.

Oggi questa frontiera della neuroscienza è al centro di un ambizioso progetto di ricerca internazionale da oltre 12 milioni di euro, guidato dallo Scripps Research Institute e dall’Allen Institute, con il sostegno del National Institutes of Health (NIH) statunitense.

Cos’è l’interocezione e perché è fondamentale per la vita

A differenza dei sensi classici — vista, udito, tatto, gusto e olfatto — l’interocezione non riguarda il mondo esterno, ma l’universo interno del corpo.
È il sistema che ci permette di percepire fame, sete, battito cardiaco, dolore o senso di calma, fornendo al cervello informazioni continue sullo stato degli organi.

Attraverso una fitta rete di neuroni sensoriali, l’interocezione mantiene l’equilibrio fisiologico, noto come omeostasi. È grazie a essa se il corpo reagisce automaticamente ai cambiamenti interni: quando la pressione scende, il cuore accelera; se la temperatura sale, si attiva la sudorazione.

Nonostante la sua importanza, questa funzione è rimasta a lungo un mistero scientifico. “L’interocezione è fondamentale per praticamente ogni aspetto della salute, ma è ancora una frontiera inesplorata della neuroscienza”, spiega Xin Jin, del Howard Hughes Medical Institute.

Un atlante per mappare la rete sensoriale interna

L’obiettivo del progetto è creare la prima mappa completa dell’interocezione: un vero e proprio atlante che mostri come i neuroni sensoriali si connettano ai principali organi interni, come cuore, polmoni e tratto gastrointestinale.

Il lavoro sarà coordinato dal premio Nobel Ardem Patapoutian, lo scienziato che ha scoperto i meccanismi molecolari della percezione tattile e della pressione, oggi alla guida di un team multidisciplinare.
“Il mio gruppo è onorato che il NIH sostenga la scienza collaborativa necessaria per studiare un sistema così complesso,” afferma Patapoutian.

L’iniziativa prevede il coinvolgimento di biologi, neuroscienziati e data scientist che combineranno tecniche di imaging avanzato, analisi genetiche e intelligenza artificiale per comprendere come il cervello riceve e interpreta i segnali provenienti dagli organi.

Interocezione e salute mentale: il legame invisibile

Negli ultimi anni, diversi studi hanno evidenziato come l’interocezione influenzi le emozioni e la salute mentale.
Disturbi come ansia, depressione o attacchi di panico sembrano collegati a un’alterata percezione dei segnali corporei. Un cuore che batte troppo forte o un respiro corto possono essere interpretati in modo amplificato dal cervello, generando un circolo vizioso tra corpo e mente.

Comprendere meglio questo sistema potrebbe aprire nuove vie terapeutiche. “Creando il primo atlante dell’interocezione, puntiamo a capire come il cervello mantiene il corpo in equilibrio, come questo equilibrio può rompersi con la malattia e come possiamo ripristinarlo”, spiega ancora Jin.

Un passo verso la medicina del futuro

Il progetto finanziato dal NIH non si limita alla pura ricerca teorica: le sue implicazioni potrebbero essere rivoluzionarie per la medicina del futuro.
Conoscere in dettaglio la rete interocettiva potrebbe migliorare la diagnosi precoce di patologie neurodegenerative, cardiovascolari e psicosomatiche, e fornire nuovi strumenti per trattare disturbi d’ansia e stress cronico.

“Ci auguriamo che i nostri risultati aiutino altri scienziati a formulare nuove domande su come organi interni e sistema nervoso rimangano sincronizzati,” commenta Li Ye, co-leader dello studio.

Il sesto senso che connette corpo e mente

L’interocezione ci ricorda che la mente non è separata dal corpo, ma profondamente intrecciata con esso.
Ogni battito, respiro o segnale viscerale è una forma di comunicazione tra i nostri sistemi interni. Decifrarne il linguaggio non è solo una sfida scientifica, ma anche una chiave per comprendere la nostra esperienza umana più profonda.

Il “sesto senso” non è dunque un potere misterioso, ma un’armonia silenziosa che tiene insieme vita, percezione e benessere. E, grazie alla scienza, presto potremmo finalmente ascoltarla con chiarezza.

Foto di David Underland su Unsplash

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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