Un enorme asteroide che ruota su se stesso più velocemente di quanto la fisica ritenesse possibile. È questo il sorprendente risultato annunciato dall’Osservatorio Vera C. Rubin, che ha individuato l’asteroide con la rotazione più rapida mai registrata nella fascia principale del Sistema Solare. L’oggetto, denominato 2025 MN45, ha un diametro superiore ai 500 metri e completa una rotazione in appena 1,88 minuti, infrangendo quella che gli astronomi chiamano “barriera di rotazione”.
Secondo gli esperti, una rotazione così veloce dovrebbe portare un corpo celeste di queste dimensioni a frammentarsi o addirittura a disintegrarsi. Eppure, 2025 MN45 sembra aver resistito, almeno temporaneamente, a forze che normalmente distruggerebbero qualsiasi asteroide simile.
Cos’è la barriera di rotazione degli asteroidi
Nella fascia principale degli asteroidi, situata tra Marte e Giove, esiste un limite ben noto: circa 2,2 minuti per rotazione. Al di sotto di questa soglia, la forza centrifuga tende a superare la gravità che tiene insieme l’oggetto, provocandone la frantumazione.
La maggior parte degli asteroidi non è costituita da un unico blocco solido, ma da ammassi di detriti, aggregati di rocce tenuti insieme da una debole forza gravitazionale. In questi casi, una rotazione troppo rapida porta inevitabilmente alla separazione dei frammenti o alla formazione di sistemi binari.
Il fatto che 2025 MN45 ruoti molto più velocemente senza essersi già disintegrato rappresenta quindi un’anomalia di grande interesse scientifico.
Un corpo solido, non un ammasso di frammenti
Secondo gli scienziati coinvolti nello studio, pubblicato il 7 gennaio 2026 su Astrophysical Journal Letters, l’asteroide deve possedere una coesione interna eccezionalmente elevata. In altre parole, non si tratta del classico “mucchio di macerie” cosmiche, ma probabilmente di un corpo quasi monolitico.
“Per rimanere intatto a questa velocità di rotazione, l’asteroide deve avere una resistenza simile a quella della roccia solida”, ha spiegato Sarah Greenstreet, autrice principale dello studio. I calcoli indicano che una struttura meno compatta sarebbe già andata incontro a una distruzione catastrofica.
Una scoperta resa possibile dal telescopio Rubin
L’individuazione di 2025 MN45 è uno dei primi risultati scientifici del Legacy Survey of Space and Time (LSST), il grande programma di osservazione decennale dell’Osservatorio Vera C. Rubin. I dati sono stati raccolti tra aprile e maggio 2025, durante la fase di messa in servizio del telescopio, ma la campagna osservativa completa inizierà nel 2026.
Il punto di forza di Rubin non è solo la più grande fotocamera digitale mai costruita, ma la sua capacità di monitorare ripetutamente l’intero cielo notturno, registrando variazioni anche minime da una notte all’altra. Questo approccio consente di individuare fenomeni dinamici, come asteroidi in rapida rotazione, che in passato potevano facilmente sfuggire alle osservazioni.
Non un caso isolato: altri 18 asteroidi “estremi”
2025 MN45 non è l’unico oggetto sorprendente emerso dallo studio. I ricercatori hanno identificato altri 18 asteroidi con velocità di rotazione eccezionali, tra cui 2025 MJ71, che completa una rotazione in circa 1,9 minuti.
La maggior parte di questi oggetti si trova nella fascia principale degli asteroidi, una regione che finora era stata meno esplorata per quanto riguarda i corpi a rotazione rapida. Prima delle osservazioni di Rubin, infatti, molti degli asteroidi noti per queste caratteristiche erano oggetti vicini alla Terra.
Un asteroide sull’orlo dell’autodistruzione?
Gli astronomi ipotizzano che 2025 MN45 possa trovarsi in una fase transitoria della sua esistenza. Una rotazione così estrema potrebbe essere il risultato di interazioni gravitazionali passate o dell’effetto YORP, un fenomeno in cui la luce solare modifica lentamente la velocità di rotazione degli asteroidi.
In questo scenario, l’asteroide potrebbe essere destinato, prima o poi, a superare il limite di stabilità e a frammentarsi. Studiare oggetti come questo offre quindi una rara opportunità di osservare i processi di distruzione naturale degli asteroidi, fondamentali per comprendere l’evoluzione del Sistema Solare.
Perché questa scoperta è importante
Oltre al fascino del record, la scoperta di 2025 MN45 ha implicazioni più ampie. Comprendere la struttura interna e il comportamento dinamico degli asteroidi è essenziale non solo per l’astronomia teorica, ma anche per la difesa planetaria e per future missioni spaziali.
Oggetti così estremi mettono alla prova i modelli esistenti e dimostrano che l’Universo è ancora capace di sorprenderci. Con l’inizio ufficiale del LSST, gli scienziati si aspettano una vera e propria valanga di nuove scoperte, destinate a cambiare il nostro modo di osservare il cielo notturno.

