Scoperto nuovo vulcano nella parte più antica della placca del Pacifico

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Un team di scienziati ì, guidati da ricercatori della Tohoku University in Giappone, ha scoperto un piccolo vulcano nell’oceano nella parte più antica della placca del Pacifico. Si stima che il vulcano, alto circa 450 metri, abbia eruttato per l’ultima volta meno di tre milioni di anni fa.

Questo tipo di formazione geologica, conosciuta come “piccoli punti vulcanici”, è una scoperta relativamente nuova: la prima è stata trovata nel 2006 da un team di ricercatori giapponesi.

 

Topografia subacquea

Questi tipi di vulcani sono distribuiti in modo onnipresente nell’oceano, ma rilevano la loro presenza nell’ambiente sottomarino in condizioni difficili perché sono troppo piccoli, con un diametro compreso tra pochi e 10 chilometri.

La scoperta è stata fatta in una zona adiacente della Fossa delle Marianne, vicino a Marcus Island, il punto più orientale del Giappone. Questi piccoli vulcani si formano lungo la base delle placche tettoniche a seguito di fessure che vengono aperte dalle pressioni causate dall’affondamento delle placche nel mantello terrestre. In precedenza, si pensava che questa zona contenesse solo isole e montagne sottomarine che si sono formate oltre 70 milioni di anni fa.

Il team ha identificato il vulcano dopo che i dati topografici sottomarini raccolti dalla Guardia costiera giapponese hanno suggerito che qualcosa di insolito fosse adagiato sul fondo del mare. Per chiarire a cosa si stava lavorando, il team ha inviato un sommergibile con equipaggio per raccogliere campioni di roccia a una profondità di oltre 5.000 metri.

 

Una visione interessante

La spedizione subacquea ha scoperto che il vulcano è alto circa 450 metri, con creste che si estendono per circa 4 chilometri a nord-est e 5 chilometri a sud. Il vulcano fa parte di un gruppo che si estende tra 40 e 100 chilometri di larghezza. Secondo il team di ricerca, i vulcani a piccoli punti forniscono una visione interessante della parte più alta del mantello terrestre: l’astenosfera.

Questo strato ha uno spessore di circa 175 chilometri, è flessibile e si ritiene che guidi il movimento delle placche tettoniche. Osservando questi vulcani, gli scienziati possono comprendere meglio i processi che guidano il processo di fusione e il movimento delle piastre.

Per ora, i ricercatori non sono chiari sul destino del vulcano, anche se è probabile che non erutterà mai più. In ogni caso, sottolineano gli autori, la scoperta di questo nuovo vulcano offre un’entusiasmante opportunità per esplorare ulteriormente questa zona e, si spera, aiutare a identificare più vulcani piccoli, che potrebbero rivelare di più sulla vera natura dell’astenosfera.

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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