La depressione: come i nostri comportamenti contribuiscono al nostro umore

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Il comportamentismo è una corrente di pensiero psicologico che sostiene che il comportamento umano sia determinato da fattori ambientali e dall’apprendimento. Secondo questa prospettiva, la depressione è un disturbo dell’umore che può essere causato da una combinazione di fattori, tra cui:

  • Mancanza di rinforzi positivi. I rinforzi positivi sono stimoli che aumentano la probabilità che un comportamento si ripeta. La depressione può essere causata da una mancanza di rinforzi positivi nella vita di una persona, ad esempio a causa di relazioni sociali negative, di fallimenti lavorativi o di eventi traumatici.
  • Presenza di rinforzi negativi. I rinforzi negativi sono stimoli che riducono la probabilità che un comportamento si ripeta. La depressione può essere causata dalla presenza di rinforzi negativi nella vita di una persona, ad esempio a causa di critiche, di punizioni o di abusi.
  • Apprendimento errato. L’apprendimento errato è un processo attraverso il quale le persone imparano a associare stimoli e risposte in modo errato. La depressione può essere causata da un apprendimento errato, ad esempio a causa di esperienze negative ripetute che portano la persona a credere di essere incompetente o di non valere nulla.

Le terapie comportamentali per la depressione si basano sul presupposto che cambiando il comportamento è possibile modificare anche l’umore. Queste terapie si concentrano su tre obiettivi principali:

  • Aumentare la frequenza dei comportamenti rinforzati positivamente. Questo obiettivo può essere raggiunto insegnando alla persona nuove abilità sociali, aiutandola a sviluppare interessi e hobby o aiutandola a trovare un lavoro soddisfacente.
  • Ridurre la frequenza dei comportamenti rinforzati negativamente. Questo obiettivo può essere raggiunto insegnando alla persona come gestire lo stress, come affrontare le situazioni difficili o come stabilire confini sani con gli altri.
  • Correggere l’apprendimento errato. Questo obiettivo può essere raggiunto aiutando la persona a identificare e modificare le convinzioni negative che contribuiscono alla depressione.

Le terapie comportamentali sono efficaci nel trattamento della depressione. Uno studio ha dimostrato che le persone che hanno ricevuto una terapia comportamentale hanno avuto un tasso di remissione del 70%, rispetto al 40% delle persone che hanno ricevuto un placebo.

Nuove prospettive comportamentali sulla depressione

Negli ultimi anni, le terapie comportamentali per la depressione hanno iniziato a prendere in considerazione anche i fattori cognitivi. La teoria dell’autocontrollo di Rehm e la teoria dell’auto-focalizzazione di Lewinsohn, ad esempio, sostengono che la depressione è causata da una combinazione di fattori comportamentali e cognitivi.

La teoria dell’autocontrollo di Rehm sostiene che la depressione è causata da una perdita della capacità di associare i rafforzatori esterni e il controllo dei propri comportamenti. Le persone depresse, secondo questa teoria, hanno difficoltà a pianificare e a raggiungere i propri obiettivi.

La teoria dell’auto-focalizzazione di Lewinsohn sostiene che la depressione è causata da un aumento dell’autocoscienza riguardo alla propria incapacità. Le persone depresse, secondo questa teoria, si concentrano sui propri fallimenti e sulle proprie inadeguatezze, il che contribuisce a peggiorare il loro umore.

Queste teorie suggeriscono che le terapie comportamentali per la depressione dovrebbero essere integrate con interventi cognitivi, come la terapia cognitiva-comportamentale. La terapia cognitiva-comportamentale si concentra sull’identificazione e sulla modifica delle convinzioni negative che contribuiscono alla depressione.

Immagine di atlascompany su Freepik

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
Ho studiato Shakespeare all'Università e mi ritrovo a scrivere di tecnologia, smartphone, robot e accessori hi-tech da anni! La SEO? Per me è maschile, ma la rispetto ugualmente. Quando si suol dire "Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere" (Amleto, l'atto indovinatelo voi!)

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