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L’inquinamento dell’aria moderno non di per sé una novità di questo secolo, ma solo di recente sempre più studi si stanno concentrando sugli effetti più nascosti sulla salute umana. Una nuova ricerca ha mostrato come di fatto le ossa umane stanno diventando meno resistenti. Si parla di una perdita di tessuto rapido legato all’osteoporosi.
Andando a raccogliere i dati di oltre 9.000 donne post menopausa, aspetto importante visto che questa condizione accelera con l’età. per oltre sei anni. I ricercatori si sono concentrati sulla perdita minerale delle ossa, a livello di densità, in concomitanza con alti livello di ossido nitrico, biossido di azoto, biossido di zolfo e PM10. I risultato parlano di un legame tra i casi di osteoporosi e livelli più di alti di questi elementi nell’aria.
Le parole dei ricercatori: “I nostri risultati confermano che la scarsa qualità dell’aria può essere un fattore di rischio per la perdita ossea, indipendentemente da fattori socioeconomici o demografici. Per la prima volta, abbiamo la prova che gli ossidi di azoto, in particolare, contribuiscono in modo determinante al danno osseo e che la colonna lombare è uno dei siti più suscettibili di questo danno. I miglioramenti nell’esposizione all’inquinamento atmosferico, in particolare agli ossidi di azoto, ridurranno il danno osseo nelle donne in post menopausa.”
La perdita del tessuto delle ossa porta a un maggiore rischio di fratture, un aumento particolarmente elevato. L’effetto dell’inquinamento dell’aria non fa altro che aumentare questi rischi. Per esempio, preso nello specifico l’azoto, un aumento del 10% del suo quantitativo nell’aria in tre anni ha portato a un aumento di perdita della densità della colonna vertebrale dell’1,22%.
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