Scoperto un Amuleto del V Secolo con il Re Salomone che Sconfigge il Diavolo

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Un affascinante manufatto del V secolo è stato scoperto dagli archeologi turchi durante gli scavi ad Adrianopoli, un’antica città nell’attuale provincia di Edirne, Turchia. Si tratta di un ciondolo in bronzo unico nel suo genere, raffigurante il re Salomone mentre affronta il diavolo, probabilmente utilizzato come amuleto protettivo contro il male.

Il ciondolo presenta due facce riccamente decorate. Su un lato, Salomone è rappresentato a cavallo mentre punta una lancia contro una figura demoniaca, accompagnato dall’iscrizione greca: “Nostro Signore ha sconfitto il male“. L’altro lato riporta i nomi di quattro angeli – Azrael, Gabriel, Michael e Israfil – che richiamano la protezione divina.

Questo reperto è stato ritrovato in un edificio adibito ad attività militari, suggerendo che fosse proprietà di un soldato, forse un membro della cavalleria bizantina. Il pendente si inserisce in un contesto storico e religioso significativo. Adrianopoli, fondata dai Traci e ricostruita dall’imperatore Adriano nel 124 d.C., era una città di rilievo nell’impero romano e successivamente in quello bizantino, come testimoniano le sue chiese, terme e mosaici.

Secondo Ersin Çelikbaş, archeologo dell’Università di Karabük che ha guidato lo scavo, l’amuleto rappresenta una fusione di spiritualità e potere. La figura di Salomone è centrale nelle tre principali religioni monoteiste – cristianesimo, ebraismo e islam – come re saggio e profeta. La presenza di un manufatto simile ritrovato a Gerusalemme sottolinea inoltre la connessione religiosa e culturale tra queste due regioni.

Attualmente, il ciondolo è in fase di studio per analizzarne i dettagli e la composizione. Una volta completato il lavoro, verrà esposto in un museo per permettere al pubblico di ammirare questo raro esempio di devozione religiosa e artigianato del V secolo. La scoperta aggiunge un tassello prezioso alla comprensione del significato spirituale e culturale di Adrianopoli nell’antichità.

Foto di Dimitris Vetsikas da Pixabay

Federica Vitale
Federica Vitalehttps://federicavitale.com
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