Cancro: l’efficacia dei vaccini in laboratorio

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Da sempre si cerca di lavorare a un vaccino in grado di contrastare il cancro in senso generico. Come molte malattie, cercare di prevenirne la comparsa è meglio di doverla curare anche perché spesso vuol dire fare affidamento a trattamenti invasivi e non sempre efficaci. Una recente ricerca, in merito, ha ottenuto risultati importanti nel prevenire proprio i tumori nei test di laboratorio sui topi con un trattamento la cui efficacia sembra essere dell’88%.

Come funziona un vaccino contro il cancro? Un po’ come un normale vaccino contro i virus dell’influenza. Si addestra preventivamente il sistema immunitario a colpire dei corpi estranei all’organismo, in questo caso cellule cancerose, prima che questi possano diventare una minaccia. Allo stadio iniziale, queste cellule sono molto più deboli e facilmente distruttibili.

 

Un vaccino contro il cancro

Ai topi è stata somministrata una dose del vaccino per poi essere esposti a diversi tipi di tumore: melanoma, cancro al pancreas e al seno. Rispetto agli esemplari del gruppo di controllo, questi sono rimasti liberi dalla malattia per le diverse tipologie rispettivamente del 69%, 88% e 75%. Il risultato rispetto al cancro al pancreas è tra i più importanti in quando si parla di quello più letale in quanto difficilmente curabile.

Le parole dei ricercatori: “Progettando queste nanoparticelle per attivare il sistema immunitario attraverso un’attivazione multi-path che si combina con antigeni specifici del cancro, possiamo prevenire la crescita del tumore con tassi di sopravvivenza notevoli. Questa tecnica potrebbe potenzialmente essere adattabile a una vasta gamma di diversi tipi di cancro, contribuendo sia a curare i pazienti dopo la diagnosi sia a prevenire la diffusione del cancro nei pazienti ad alto rischio.”

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