Melatonina e perché sarebbe meglio non darla ai bambini

Date:

Share post:

La melatonina è una sostanza che negli ultimi anni ha raggiunto il grande pubblico sotto numerosissime forme e modalità di assunzione. Se da un lato viene usatto soprattutto dagli adulti per cercare di dormire meglio, da un lato c’è una crescente e preoccupante tendenza di darla anche i bambini. Un recente studio negli Stati Uniti ha infatti scoperto che quasi il 20% dei genitori la somministra ai propri figli. Appena cinque anni fa era meno del 2%.

Le ricerche in merito hanno finora dimostrato che non ci siano prove che la melatonina faccia male ai bambini, ma neanche che abbia un effettivo beneficio. Considerando la recente moda e come certe sostanze vanno a portare squilibri però, ci vorrebbero anni per capire se ci possono essere effetti negativi. La sostanza viene infatti prodotta naturalmente dalla ghiandola pineale e introdurla artificialmente può lasciare un segno.

 

Melatonina: efficacia e sicurezza

Quando una persona non riesce a dormire allora spesso decide di assumere la melatonina. Secondo le ricerche la dose consigliata è un massimo di 1 milligrammo al giorno per un massimo di tre mesi. Si tratta però di stime che non possono sapere qual è il reale effetto sulla salute a lungo e per questo bisogna non esagerare e forse addirittura evitare di assumerla.

Le parole dei ricercatori: “I genitori stanno iniziando a somministrare la melatonina in età relativamente giovane e per un lungo periodo di tempo. Mentre in gran parte del mondo la melatonina è una sostanza controllata che richiede una prescrizione per ottenerla, negli Stati Uniti è considerata un integratore alimentare dalla FDA e quindi deve affrontare una regolamentazione molto più flessibile e non richiede prescrizione. Se così tanti bambini assumono melatonina, ciò suggerisce che ci sono molti problemi di fondo del sonno che devono essere affrontati. Affrontare il sintomo non risolve necessariamente la causa.”

Related articles

Le sane abitudini che aiutano a prevenire le malattie croniche nel lungo periodo

Le malattie croniche, come diabete di tipo 2, patologie cardiovascolari e alcune forme di tumore, rappresentano oggi una...

Condividere i pasti in famiglia può migliorare memoria e attenzione, secondo uno studio

In un'epoca dominata da smartphone, televisione e ritmi sempre più frenetici, una delle attività più semplici potrebbe avere...

Hai vinto un cesto alimentare Conad: attenzione alla truffa

Avete ricevuto un'e-mail in cui vi viene comunicato che siete stati selezionati per vincere un premio Conad? Per...

Scoperto vicino a Stonehenge un possibile “prototipo” del celebre monumento

A pochi chilometri da Stonehenge, uno dei siti archeologici più famosi al mondo, gli archeologi hanno individuato una...