Recensione Assassin’s Creed Valhalla: l’Alba del Ragnarok – un DLC fantastico

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Assassin’s Creed Valhalla: l’Alba del Ragnarok è il nuovo DLC di uno dei capitoli più longevi ed intriganti di tutto il franchise di Assassin’s Creed, un’espansione veramente corposa, in grado di regalare decine di ore di giochi agli intrepidi utenti che vorranno tornare all’esplorazione e alle battaglie delle terre norrene. Vediamola da vicino con la nostra recensione completa.

 

Trama

L’espediente utilizzato dagli sviluppatori resta sulla stessa lunghezza d’onda del DLC precedente, vengono sfruttate le visioni di Elvor per guidarci direttamente a Svartalfheim, un regno della mitologia fortemente colpito da un’invasione. Originariamente abitato da elfi e nani, questi è stato letteralmente invaso da Surtr e dall’esercito di Muspelheim, portando distruzione e caos, ma anche rapendo Baldr, uno dei tanti figli di Odino.

Nel corso della visione, Eivor si ritrova a coprire i panni di Odino, il quale ha abbandonato le mura di Asgard per dirigersi a Svartalfheim con Frigg, la madre del figlio, nel tentativo di riportarlo a casa. Lo scontro, tuttavia, non va per il verso giusto, vengono sconfitti, ma istantaneamente il sogno finisce, lasciando Eivor spiazzato e desideroso di tornare a riviverlo.

Al risveglio il personaggio intavola una conversazione con alcuni nani, i quali raccontano lo stato della loro povera gente, braccata dall’esercito Muspelheim, e costretta a rintanarsi furtivamente in bunker e rifugi sotterranei, per sfuggire al massacro. L’obiettivo ultimo è chiaro, Eivor deve aiutare Odino nella sua impresa, ed allo stesso tempo salvare i nani, ma prima deve entrare in possesso di un bracciale molto speciale, il Predatore di Hugr, che gli fornirà poteri ed abilità uniche nel loro genere.

Il ritmo narrativo è buono, con dialoghi perfettamente doppiati in italiano, e mai troppo banali. I personaggi sono ben caratterizzati, almeno nella maggior parte dei casi, con un’eccellente descrizione della vita e dei sentimenti degli stessi.

 

Grafica

In Assassin’s Creed Valhalla: l’Alba del Ragnarok ritroviamo l’incredibile impatto visivo di Valhalla, ritenuto da molti come uno dei migliori open world di sempre per ambientazioni e paesaggi, gli scorci sono assolutamente suggestivi, ricchi di panorami mozzafiato, di colori ben bilanciati, e dettagli veramente precisi. Nella nostra prova su PS5 non abbiamo riscontrato problemi di alcun tipo nel frame rate, la risoluzione è elevata, con texture precise e ben definite. La conta poligonale è più che sufficiente, i riflessi anche sull’acqua rispecchiano perfettamente le nostre aspettative.

Il comparto audio è altrettanto interessante, la colonna sonora accompagna alla perfezione l’intera avventura, con musiche in grado di seguire il ritmo dell’azione. Non si distinguono, né rendono l’esperienza incredibile, ma sono comunque più che azzeccate.

 

Stile di gioco e Gameplay

Il DLC è chiaramente strutturato come open world, dotato di una mappa decisamente ampia per la natura dello stesso, che garantisce più di 10 ore di gioco. I tempi morti, necessari per lo spostamento in groppa ad un cervo, sono impreziositi dalla fantastica ambientazione, ricca di montagne da scalare, differenze climatiche importanti, e colori molto belli, senza dimenticarsi comunque la possibilità di attivare spostamenti rapidi tra i vari punti precedentemente visitati.

Lo stile di gioco non si discosta dal classico Assassin’s Creed, l’intera avventura segue una missione principale, da cui si dipanano tantissime quest secondarie semplificate, condite con razzie da compiere in combinata con gli alleati. Una buona longevità per un DLC, a cui si aggiunge l’Arena delle Valchirie, per combattimenti diretti e coinvolgenti.

Il grado di sfida non è particolarmente elevato, sopratutto se il personaggio già era stato potenziato nel gameplay originario, e nell’espansione precedente. Le novità ruotano quasi esclusivamente attorno ai cinque poteri assegnati al bracciale consegnatoci all’inizio dell’avventura, equipaggiabili due per volta tramite un rifugio dei nani. Questi poteri vengono “rubati” direttamente dai nemici, come ad esempio il diventare un corvo gigante per esplorare in maniera differente l’ambiente circostante. Un meccanismo ben realizzato e congeniato, che amplia sicuramente gli approcci e diversifica l’esperienza, rendendo l’avventura più appagante ed intrigante, anche per l’utente che ha già speso quasi un centinaio di ore su Valhalla.

Oltre a questo, da non trascurare nemmeno la possibilità di mimetizzarsi nelle file nemiche, trasformandosi in uno Jotun o un Muspel, per fasi stealth mirate e di qualità, caratteristiche di tutte gli Assassin’s Creed, ma non sempre necessarie, data la grande potenza del personaggio stesso.

 

Assassin’s Creed Valhalla: l’Alba del Ragnarok – conclusioni

In conclusione Assassin’s Creed Valhalla: l’Alba del Ragnarok è un’espansione veramente interessante, giunta sul mercato oltre 12 mesi dopo il lancio della versione originaria, riesce ad impreziosire l’esperienza con nuove abilità ed approcci di gioco, grazie ai poter guadagnati con il bracciale. La mappa è decisamente ampia, pronta a garantire come detto oltre 10 ore di gioco, e le ambientazioni sono veramente eccellenti, assolutamente un piacere per gli occhi.

Dall’altro lato della medaglia troviamo forse un livello di difficoltà troppo tendente al basso, sopratutto se avete potenziato pesantemente il personaggio nelle sessioni di gioco precedenti.

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