Nane bianche: lo studio rileva che pianeti e stelle crescono insieme

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Un nuovo team di astronomi ha scoperto che la formazione dei pianeti nel nostro Sistema Solare è avvenuta prima di quanto si pensasse. I loro componenti crescono contemporaneamente alla loro stella madre. Uno studio su alcune delle stelle più antiche dell’universo suggerisce che i mattoni di pianeti come Giove e Saturno iniziano a formarsi mentre una giovane stella sta crescendo.

In passato si è sempre pensato che i pianeti si formassero dopo che una stella ha raggiunto la sua forma finale, ma i risultati recenti hanno suggerito che in realtà pianeti e stelle crescono insieme. Questa ricerca cambia la nostra comprensione di come si sono formati i sistemi planetari, incluso il nostro sistema solare, risolvendo potenzialmente un importante enigma nell’astronomia.

 

Nane bianche, pianeti e stelle crescono insieme

Ormai sappiamo abbondantemente come si formano i pianeti, ma una domanda che rimane ancora in sospeso è quando si formano? Per capire meglio ciò i ricercatori hanno studiato le atmosfere delle stelle nane bianche, gli antichi e deboli resti di stelle come il nostro sole, per studiare i mattoni della formazione dei pianeti. Alcune nane bianche sono laboratori straordinari, perché le loro atmosfere sottili sono quasi come cimiteri celesti. Normalmente, gli interni dei pianeti sono fuori dalla portata dei telescopi. Ma una classe speciale di nane bianche, note come sistemi “inquinati”, ha elementi pesanti come magnesio, ferro e calcio nelle loro atmosfere normalmente pulite.

Si ritiene che la formazione del pianeta abbia inizio in un disco protoplanetario, composto principalmente da idrogeno, elio e minuscole particelle di ghiaccio e polvere, in orbita attorno a una giovane stella. Secondo l’attuale teoria principale su come si formano i pianeti, le particelle di polvere si attaccano l’una all’altra, formando alla fine corpi solidi sempre più grandi. Alcuni di questi corpi più grandi continueranno ad accumularsi, diventando pianeti, e alcuni rimarranno come asteroidi, come quelli che si sono schiantati contro le nane bianche.

La miscela di elementi vista nelle atmosfere di queste nane bianche può essere spiegata solo se molti degli asteroidi originali si fossero fusi una volta, il che fece affondare il ferro pesante nel nucleo mentre gli elementi più leggeri galleggiavano sulla superficie. Questo processo, noto come differenziazione, è ciò che ha portato la Terra ad avere un nucleo ricco di ferro. Lo studio suggerisce che è probabile che l’immagine della prima formazione sia corretta, il che significa che Giove e Saturno hanno avuto tutto il tempo per crescere fino alle loro dimensioni attuali. Le analisi delle nane bianche inquinate ci dicono che questo processo di fusione radioattiva è un meccanismo potenzialmente onnipresente che colpisce la formazione di tutti i pianeti extrasolari.

Foto di WikiImages da Pixabay

Marco Inchingoli
Marco Inchingoli
Nato a Roma nel 1989, Marco Inchingoli ha sempre nutrito una forte passione per la scrittura. Da racconti fantasiosi su quaderni stropicciati ad articoli su riviste cartacee spinge Marco a perseguire un percorso da giornalista. Dai videogiochi - sua grande passione - al cinema, gli argomenti sono molteplici, fino all'arrivo su FocusTech dove ora scrive un po' di tutto.

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