Tecnologia: sviluppato un device che aiuta a capire perché il bimbo piange

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Perché i bambini piangono? Questa è ovviamente la domanda più comune che si fanno i neo genitori. Ora un nuovo device, basato sull’Intelligenza Artificiale, è in grado di capire il perché un bimbo piange. Si chiama Qbear ed è circolare e rivestito in silicone, con un software analizza le emissioni vocali per determinare se il bambino è affamato, stanco, ha bisogno di conforto o ha un pannolino sporco.

Lo fa in soli 10 secondi con una precisione pari al 95%. Questo nuovo dispositivo è stato presentato al CES a Las Vegas. Alla base di Qbear c’è un’applicazione che dovranno installare i genitori dei bambini sui loro smartphone: al suo interno sono presenti tanti dati tra cui aggiornamenti sul livello di comfort del bambino ed anche la temperatura della stanza.

 

Tecnologia, grazie a un nuovo device saremo in grado di capire il pianto di un bimbo

Proprio l’integrazione con l’intelligenza artificiale permette a QBear di adattarsi alle esigenze e le abitudini del bambino: può ad esempio riprodurre determinati suoni per farlo addormentare quando è il momento di dormire, o un rumore brevettato simile a quello dell’utero materno. Inoltre, Q-bear può anche rilevare il livello di disagio di un bambino per consentire ai genitori di comprendere meglio la situazione di salute del loro bambino. È un prodotto pensato come assistente a supporto dei genitori dei neonati.

È progettato utilizzando un’architettura di deep learning a 18 livelli ed elabora la modalità di pre-addestramento della GPU attraverso oltre 10.000 righe di dati sul pianto dei bambini e combina anche la tecnologia dell’algoritmo di pre-elaborazione. I genitori possono utilizzare l’app per salvare le informazioni del loro bambino senza preoccuparsi di eventuali violazioni dei dati. Lo speciale design del rack può adattarsi a tutte le culle che soddisfano le normative di mercato ASTM F1169. E il design in morbido silicone assicura che il bambino non si ferisca in caso di urti accidentali alla testa. Il cavo di alimentazione in silicone rende impossibile per un bambino estrarre il cavo di alimentazione, garantendo la sicurezza.

Tutti i dati fisici sono archiviati nel database integrato di Q-bear ed è possibile accedere tramite Bluetooth solo al telefono cellulare dell’assistente associato. Non è necessario preoccuparsi di fughe di dati o hack e la privacy degli utenti è completamente protetta. Oltre alla varietà integrata di ninne nanne e al rumore bianco brevettato, può anche scaricare audiolibri e filastrocche. I genitori possono registrare i propri contenuti e caricarli anche su Q-bear.

Foto di Sara Tissi da Pixabay

Marco Inchingoli
Marco Inchingoli
Nato a Roma nel 1989, Marco Inchingoli ha sempre nutrito una forte passione per la scrittura. Da racconti fantasiosi su quaderni stropicciati ad articoli su riviste cartacee spinge Marco a perseguire un percorso da giornalista. Dai videogiochi - sua grande passione - al cinema, gli argomenti sono molteplici, fino all'arrivo su FocusTech dove ora scrive un po' di tutto.

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