Parkinson: un farmaco a base d’oro per trattare il morbo

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Il Parkinson è una di quelle patologie neurodegenerative che non hanno un farmaco in grado di curarle. Ci sono trattamenti efficaci nel rallentarne gli effetti, ma niente di permanente. Per questo motivo ci sono numerosi studi che mirano a conoscere meglio la malattia e trovare un modo per curarla. Da questi studi sta venendo fuori qualcosa di particolare ovvero il medicinale sperimentale CNM-Au8. Il nome suggerisce un elemento unico, ovvero l’oro.

Secondo la ricerca questo trattamento orale contro il morbo di Parkinson sarebbe in grado di riattivare il metabolismo all’interno del cervello. Nello specifico sarebbe in grado di oltrepassare la barriera emato-encefalica andando successiva a migliorare l’apporto energetico proprio ai neuroni nella speranza di ridurne il declino legato alla malattia.

 

Un farmaco sperimentale a base d’oro contro il Parkinson

Le parole del neurologo Peter Sguigna dell’Università del Texas: “Siamo cautamente ottimisti sul fatto che saremo in grado di prevenire o addirittura invertire alcune disabilità neurologiche con questa strategia. Per quanto ne sappiamo CNM-Au8 è l’unica sospensione di nanocristalli d’oro con attività catalitica eccezionalmente elevata e tossicità molto bassa che viene sviluppata come agente modificante la malattia per le malattie neurodegenerative come il Parkinson.”

Questo farmaco sta già venendo studiato sull’uomo, ma con numeri molto piccoli. Finora ci sono stati risultati incoraggianti visto che tutti gli individui interessati hanno visto un aumento del metabolismo di un coenzima fondamentale per il cervello, il NAD. L’aumento è in media del 10% e considerando che il morbo di Parkinson è anche collegato a una progressiva riduzione di tale elemento, ci sono i presupposti per un successo epocale.

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